Saluti dai bambini di Lampedusa

Una cartolina di Clara Rosso

Saluti dai bambini di Lampedusa

Quando le persone hanno ucciso mio padre volevano uccidere anche me, dicevano che ero gay. In Liberia, se dicono che sei gay, ti uccidono. Sono andato in un villaggio vicino in Guinea Conakry. Quanto sono entrato in Libia sono stato incarcerato per un anno. Tutti i giorni la polizia ci picchiava con spranghe di ferro per tre volte al giorno. Ci davano un po’ d’acqua da bere. Alcune volte, la polizia veniva e ti obbligava ad avere rapporti sessuali con loro, poi ti uccidevano. Io sono riuscito a scappare poco dopo che arrivasse il mio momento. Sono scappato verso l’acqua, mi hanno messo in una barca e sono arrivato in Italia”

Fonte: M.D., Liberia